(di Gloria Capuano, Giornalista di Pace) –

Piero Ostellino mi ha tolto le parole di bocca quanto al baccano in corso avverso la legge sulla limitazione dell’uso dell’intercettazione ci ha riportati al fascismo, ma soprattutto al comunismo sovietico.

Grazie ad Amnesty molti come me sapevano tutto sull’Unione Sovietica…

La prassi dello spionaggio era la norma ed era terrorizzante perfino per noi relativamente lontani sempre facili obiettivi dei missili nucleari sovietici e posteggio obbligato dei missili nucleari americani.

Nella spietata dittatura sovietica la società era consapevole d’essere alla mercé di un regime che si reggeva sul sospetto e sulla delazione.

La paura di finire negli ingranaggi diabolici di processi politici dove i diritti umani erano assolutamente misconosciuti era più che realisticamente motivata così da essere tutt’altro che infrequente durante gli estenuanti e terrorizzanti interrogatori che figli denunciassero padri e viceversa o mariti le mogli e viceversa pur di salvarsi da una catastrofica crudele condanna senza alcuna possibilità di ritorno.

Vogliamo diventarne dei replicanti?
Ridurci a vittime delle mai del tutto chiare pulsioni umane e/o dei tanti fanatismi ideologici o ancora della superficialità cinica di pseudogiornalisti a caccia di scoops?
Spero che prevalga il buon senso.