(di Maria Rosito) –

È andata oltre ogni più ottimistica previsione.
Il ministro Paolo De
Castro è visibilmente soddisfatto per l’andamento di questa
prima ‘manche’ della campagna di ristrutturazione dei crediti Inps
nelle aziende agricole.
Il ministro la definisce, senza tanti
preamboli, come ” la più imponente ristrutturazione di crediti mai
realizzata”. Una vittoria conseguita grazie all’impegno e alla
“fortissima collaborazione” delle organizzazioni agricole
(Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri) che il ministro ringrazia
così come ringrazia l’Inps e le banche che ” ci hanno creduto e
hanno reso possibile chiudere questa pagina”.
La campagna di
ristrutturazione dei crediti Inps in agricoltura, lo ricorda ancora
una volta De Castro “è un’operazione realizzata totalmente nella
sfera privata e che sta sul mercato”. Le adesioni hanno superato
in valore i 2,7 miliardi, travalicando i due miliardi, fissato come
limite per validare l’intera operazione.

Con l’attuale numero di richieste di adesioni arrivate, 49.000, pari
ad un valore di 2,7 miliardi di euro di credito contributivo da
ristrutturare, l’aliquota da pagare è del 28%. Se si innalza a tre
miliardi ” gli agricoltori potranno avere un taglio complessivo di
oltre il 75% dei debiti tra quota capitale, interessi e mora, e pagare
solo il 25%” come precisa il ministro. Coloro che invece non
entreranno in questa operazione, ribadisce De Castro, saranno
perseguiti per il 100%. “Gli agricoltori devono sapere, rimarca il
ministro, che per chi non ha aderito non ci saranno più sconti e
ulteriori opportunità e dovrà fare i conti per l’intero importo del
debito”. Sono circa 600.000 le aziende interessate all’operazione
per un totale di circa sei miliardi di debiti pregressi. Ben il 70%
delle attuali richieste di adesione viene dal Mezzogiorno mentre la
restante parte dalle regioni del Centro-Nord.
Superate le loro posizioni debitorie le aziende che sono entrate
nell’operazione avranno la possibilità, precisa De Castro ” di
concentrarsi sui problemi delle imprese e del mercato e non
perdere tempo con gli avvocati e i contenziosi con l’Inps”.